Cultura

La jena Brigida per il politically correct

Stavolta c’ero, ve lo giuro, l’avevo già deciso. Stavamo già camminando verso casa mia, nella direzione giusta.

Ho raccattato anche lui su Tinder. Fino a quel momento, la serata era stata tutto sommato piacevole, avevamo parlato del più e del meno – niente di particolarmente interessante, in realtà, anzi sospettavo che fosse ignorante come una capra, ma in quel momento non mi importava: era giovane, scuro e barbuto come piaceva a me, era stata una giornata pesante, non faccio sesso dal 1985, e insomma poteva esserci chiunque, stavolta mi sarei accontentata dei requisiti minimi. Che poi, a pensarci, non è che abbia tanto senso non trombare per mesi perché non ti piace nessuno, e poi darla al primo caprone che passa. Ma in quel momento non ci ho pensato, avevo proprio deciso.

Faceva un freddo cane, avevamo tutti e due le mani ficcate dentro le tasche.

– Tu non è che sei vegana, vero?

– No no, sono molto carnivora, tant’è che la carne la preferisco decisamente cruda – ho detto con un risolino, ed è vero che non avevo detto nulla di particolarmente divertente, lo so, lo so, però avevo bevuto un po’, avevo avuto una giornata difficile, e poi non è che la conversazione fino a quel momento fosse stata molto più divertente di così, quindi era meglio farsela andare bene e ridere un po’ per quello che c’era.

Ha riso anche lui. E non fate quella faccia, anche voi avete riso per le peggio cazzate quando siete stati lì lì per farvi qualcuno. – Meno male! – ha esclamato. – Volevo fare una battuta sui vegani ma poi ho avuto il dubbio di poter ferire la tua sensibilità. Che poi per carità, eh, io non ho niente contro i vegani, ognuno può mangiare quello che vuole, non sia mai, il problema è quando vengono a rompermi i coglioni a me per quello che mangio io. – Ha fatto una pausa.

– Sì, hanno un po’ la tendenza a evangelizzare il prossimo – ho commentato, più per riempire il silenzio che altro.

– C’è una mia amica che è così. E allora io le ho chiesto: ma perché, mangiare verdura è tanto più etico? E cosa mi dici allora dei negri che raccolgono i pomodori in sud Italia?

Mi sono fermata, l’ho inchiodato con lo sguardo. – Cos’è che hai detto, scusa?

Si è fermato anche lui, si è girato verso di me. Non sembrava allarmato dalla mia reazione. Eppure, stava rischiando di perdere una partita che era praticamente già vinta. – Niente di che, ho solo detto che è vero che i poveri animali soffrono a essere mangiati, ma anche i negri che raccolgono i pomodori e altre verdure come degli schiavi soffrono – mi ha detto, perseverando nell’errore.

Ormai non potevo fare più nulla per salvarlo: era stato lui a volersi fare eliminare a tutti i costi. E dire che era la sua grande occasione di farsi una pseudo-milf. Anzi, poteva considerarsi già dentro all’agognato antro, eravamo veramente a due passi da casa mia. E però, ragazze, va bene darla a caso, ogni tanto ci può stare, ma darla proprio a cani e porci no, eh. È vero,  avrei potuto fargli notare il problema, fargli tutto un pippone sull’importanza di usare le parole giuste, sul fatto che la violenza verbale sta avvelenando la nostra società, e che anche se certi termini sono stati sdoganati da Salvini e compagnia non significa che sia bello usarli, e poi non venitemi a raccontare di non essere razzisti, eccetera eccetera. Ma ormai ho trentasei anni, e mi sono rotta i coglioni di cercare di cambiare il mondo a suon di discussioni animate. Non credo più che abbia una seppur minima utilità, più che altro. Troppo tardi per me, lascio volentieri il compito a giovani pieni di entusiasmo.

Ho messo su un sorriso di circostanza.  –Vabbé,  dai, io abito su per questa via, vado perché domani mi sveglio alle sei e si è fatto tardissimo – ho detto, sporgendomi per salutarlo con i due baci.

– Ma non mi hai detto che hai l’ufficio qui vicino, e che ti alzi sempre dopo le 7.30? – Finalmente, un velo di confusione ha iniziato ad affiorare sul suo volto.

– Sì, in genere sì, ma mi sono ricordata che ho una riunione a Milano domani mattina.

– A Milano? Ma non ci sei già andata oggi? – I suoi occhi adesso mi guardavano preoccupati. Forse si stava rendendo conto che avrebbe potuto non esserci nessuna pseudo-milf, almeno non quella sera.

– E mi sono ricordata di doverci andare pure domani – gli ho detto, avvicinandomi di nuovo per tentare di salutarlo.

Lui ha alzato la testa, mi ha offerto il collo. – Ma senti qua, ho messo un profumo buonissimo stasera, non puoi andartene a casa da sola!

L’ho annusato. In effetti era caldo, discreto, maschile. Un po’ sprecato su quel soggetto, ma pazienza. –È vero, è buono, ottima scelta! Buonanotte – gli ho detto, sempre con il mio sorriso di circostanza stampato in faccia.

Ho fatto per allontanarmi, ma lui mi ha afferrato una mano e se l’è appoggiata sul pacco. Qualcosa lì sotto si era mosso ed era anzi bello duro, e le dimensioni sembravano tutt’altro che trascurabili. Senza pensarci, gli ho dato una palpatina.

Ha avvicinato la bocca al mio orecchio.  – Ehi…se vai via adesso, non saprai mai cosa ti sei persa.

Se non sopporto i razzisti cripto-fasci, sopporto ancora meno gli uomini fallocentrici. Anche se ce l’hanno grosso, e anche se non ne vedo uno da mesi. Ho liberato la mano destra con uno scatto, ho guardato con un sorrisino di disprezzo quel giovane galletto tronfio.

– Buonanotte, Fabio.

– Quindi hai deciso? Però dai, sentiamoci nei prossimi giorni.

– Come no. Buonanotte, Fabio.

Mi sono girata, ho iniziato a camminare verso casa mia. È proprio vero che con ‘sto Tinder si scopa pochissimo.

10 risposte a "La jena Brigida per il politically correct"

  1. Ha ha ha!!! C’è un limite alla disperazione, hai fatto bene a tornartene a casa a bocca asciutta. Che poi un fallocentrico come lui di sicuro soffre di eiaculazione precoce e non conosce i punti focali dei distretti corporei femminili.

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  2. Grande!! E in ogni caso secondo me, sì! Hai fatto bene a sfancularlo. È importante trovare un “compagno di giochi” che ok, non dev’essere la tua anima gemella, ma non deve nemmeno farti incazzare se apre bocca! Oppure.. Che abbia la saggezza di rimanere zitto e limitarsi a fare il suo dovere 😀

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