Nuove tecnologie

Vicini fantastici e dove trovarli

Il panda Gianfry è un mio vicino di casa, abita al primo piano. L’ho conosciuto su Tinder. Cioé, io lo sapevo che era un mio vicino, ma ho sempre pensato che fosse antipatico come la merda perché non mi salutava mai. Gli ho messo il like perché ero curiosa. Ci siamo scritti una domenica sera, e lui mi ha chiesto se andavo a fumarmi una canna da lui. Io ero con gli scaldamuscoli e il pile a quadrettoni rosa, ma ho pensato che conoscere un vicino di casa era una cosa carina, in un mondo in cui nessuno conosce i propri vicini e non abbiamo più rapporti umani veri perché viviamo tutti con lo sguardo puntato sullo schermo dello smartphone e il tessuto sociale si sta sgretolando eccetera eccetera. E poi ok, sarò sincera: il mio cervello ha associato “canna” a “tabacco” e io ho iniziato a salivare, così mi sono cambiata e sono scesa al primo piano, sperando di non ritrovarmi chiusa in una stanza con uno psicopatico.

La casa del panda Gianfry somiglia molto alla mia, dal ballatoio si entra direttamente in cucina. Quando sono arrivata lui era seduto al tavolo, stava già girando il cannone. Era in tuta. La cucina era in preda al caos più totale, tutti i ripiani erano sommersi di oggetti non meglio identificati e sacchetti dei materiali più vari. Il panda Gianfry mi ha detto di sedermi e mi ha versato un bicchiere di Beaujolais.

– Dai, a prima vista non sembri così antipatico – gli ho detto.

– Non sono antipatico, sono solo sociopatico, che è ben diverso. – Era molto pallido, ma forse la tuta nera lo faceva sembrare più bianco di quanto non fosse. – E comunque non sapevo che fossi una mia vicina.

– Ma non è possibile, ci siamo già incrociati un sacco di volte! Però è vero, voi del primo piano non prendete l’ascensore, quindi non avete le stesse possibilità di socializzazione che abbiamo noi del quarto.

– Che culo, vi invidio tantissimo. Posso solo immaginare gli appassionanti discorsi che fai con la vecchia del terzo piano – ha detto accendendo la canna. Ha soffiato fuori il fumo, un nuvolone è rimasto sospeso intorno alla sua testa.

L’ho guardato meglio: aveva il viso lungo e un naso importante ma dritto, autorevole; i capelli si arrotolavano in un ciuffo sulla testa. Continuava a fumare; la nube intorno a lui diventava sempre più spessa. – Cazzo, ora ho capito chi sei! – ho detto a voce alta picchiando una mano sul tavolo, in preda all’entusiasmo. – Tu sei il Brucaliffo!

Il panda Gianfry non si è scomposto, mi ha passato la canna. – Niente di più sbagliato, vicina. Io in realtà sono un panda.

Ho fatto un tiro, ho trattenuto un colpo di tosse. Quella non era una canna, era una bomba atomica. – Non ti credo. Perché un panda?

– Vuoi dirmi che non conosci il tragico destino del panda?

Ho fatto di no con la testa.

– Devo raccontartela?

– Dai, cazzo, sì, non tenermi così sulla corda!

– Non ti scaldare, vicina. Come saprai, tutti gli orsi vanno in letargo. In primavera si svegliano e iniziano a mangiare. Nei mesi che seguono mangiano, mangiano e scopano. Ma soprattutto mangiano, perché così quando arriva ottobre sono belli grassi e hanno riserve sufficienti per andarsene in letargo. Anche i panda passano la bella stagione a mangiare, a mangiare e scopare, ma soprattutto a mangiare. Solo che loro mangiano bambù, e il bambù non è nutriente, quindi loro mangiano mangiano ma non ingrassano mai, e arriva ottobre e loro sono ancora magri e non possono andare in letargo, devono continuare a mangiare, mangiare e ancora mangiare, e così per tutto l’inverno, la primavera e l’estate sucessiva, e in più devono anche scopare perché se no si estinguono, e poi è di nuovo ottobre ma loro per mesi hanno mangiato solo bambù e quindi sono magri come a ottobre dell’anno prima, e di nuovo non possono andare in letargo e devono continuare a mangiare, mangiare, mangiare…e insomma gli altri orsi sono sempre riposati e ben pasciuti, e il panda invece non può riposarsi mai, è condannato a mangiare sempre e a scopare anche se è morto di sonno, ed è per quello che ha sempre quell’aria un po’ mesta, lo sguardo perso nel vuoto: in realtà è stanco morto, non ce la fa più, ma è costretto a stare sveglio.

Il tragico destino del panda mi ha spezzato il cuore. Ho fatto un tiro lunghissimo dal cannone, poi l’ho guardato e mi sono resa conto di essermene fumato quasi metà.  L’ho ripassato al panda Gianfry.

– Tieni: con un’esistenza così grama, hai tutto il diritto di fumare – credo di avergli detto, ma avevo una felpa in bocca e il mio cervello si stava squagliando in mille direzioni.

Il panda Gianfry ha fatto un tiro, ha trattenuto il fiato e poi ha soffiato fuori il fumo. La nube ha ricominciato ad avvolgerlo. Fumava e parlava, fumava e parlava. Le sue parole cavalcavano gli sbuffi di fumo, si rincorrevano per la stanza e svolazzavano tutt’intorno a me. Io le seguivo con gli occhi, a volte annuivo, molto spesso ridevo. Perdevo il filo del discorso a ogni frase, ma quando pensavo di averlo ritrovato vedevo un altro filo ancora, e allora li attorcigliavo insieme e il discorso continuava a non avere senso ma non importava, io seguivo con gli occhi le parole che cavalcavano gli sbuffi di fumo, a volte annuivo, sempre più spesso ridevo.

Ero talmente rintronata che mi stava cadendo per terra la dignità; l’ho raccolta in fretta, alla bell’e meglio, e ho capito che dovevo andarmene, subito. Mi sono alzata in piedi e mi sono appoggiata sul tavolo con tutt’e due le mani, per non oscillare. Ho biascicato un qualche saluto per il panda Gianfry e sono uscita.

E va bene, lo so cosa state pensando: è vero, il mio interesse per il genere maschile non si è risvegliato neanche stavolta. Sì, sì, già li sento i commenti: guarda che Tinder serve per scopare, non per scroccare da mangiare, da bere e da fumare, e tu sei troppo schizzinosa, fai la difficile, non ti va mai bene nessuno, eccetera eccetera eccetera. Già sapete dove dovete infilarveli, i vostri commenti, vero? Punto primo: non sono un panda, non devo trombare per forza – la nostra specie non si estinguerà tanto presto, state pure tranquilli. E poi, punto secondo: quella sera, mentre strisciavo su per le scale cercando di raggiungere casa mia, ho pensato distintamente che chi trova un vicino, trova un tesoro. E io questo tesoro me lo tengo ben stretto, non me lo gioco per una scopata.

10 risposte a "Vicini fantastici e dove trovarli"

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