Salute e benessere

Aiutati che il ciel t’aiuta

– Buonasera a tutti – dico. – Sono Brigida, e non trombo da tre mesi.

Intorno a me, il silenzio. Siamo seduti in cerchio. Undici paia di occhi mi stanno fissando. Aspetto.

Nessuno muove un muscolo, e allora azzardo: – Beh, non l’avete visto Fight Club? Non è così che dicevano? Buonasera, sono Brigida e non fumo da tre mesi. E tutti gli altri rispondono in coro: ciao, Brigida, benvenuta!  – Tento un sorriso. Intorno a me, il silenzio è diventato gelo. – Allora, perché voi invece non rispondete? Qual è il vostro problema?

Il volontario che guida il gruppo si porta una mano alla bocca, si schiarisce la voce. – Certo, certo, scusaci, Brigida. Mi era sembrato che avessi detto un’altra cosa, ma evidentemente mi sono sbagliato, scusa ancora.

Magari è solo una mia impressione, ma mi sembra che si levi un mormorio di sollievo dagli altri presenti.

Ora però sono curiosa. – E cosa ti è sembrato che dicessi?

Il volontario arrossisce. – Mmhh, non so se è una cosa che si può ripetere.

– E vabbé, dai, che sarà mai…su, dimmi! – Sorrido, per incoraggiarlo.

Lui non risponde al mio sorriso. – No, niente, te l’ho detto, devo essermi sbagliato…ho capito “trombo” al posto di “fumo”, perdonami – farfuglia, guardando il pavimento.

Quando il volontario ha detto “trombo”, gli occhi degli altri partecipanti si sono sgranati in contemporanea.

Ci penso un attimo, mi copro la bocca con la mano. – Cazzo, forse hai ragione…sai che potrebbe essermi scappato per davvero? – Mi sfugge un risolino. Nessun altro ride. – Cioè, in realtà è molto più tempo che non scopo, eh…boh, sì, fai che saranno cinque mesi, ventuno giorni e una quindicina di ore, minuto più minuto meno. Invece sì, sono all’incirca tre mesi che non fumo più. Che poi, in realtà, non è che io abbia smesso del tutto, un paio di sigarette a settimana me le fumo ancora, ma solo nel weekend, quando esco la sera. E queste due siga proprio non riesco a toglierle…cioè, mi dico anche che forse se trombassi avrei meno bisogno di cercare altre soddisfazioni sensoriali, eh, ma che ci vuoi fare? Comunque, allo stato attuale quelle due siga sono buonissime, anzi sono la cosa più buona della settimana – dico, leccandomi le labbra e sentendo sulla lingua il gusto di quelle due uniche, misere sigarette.

– Capisco perfettamente, Brigida – si affretta a rispondere il volontario. – E ti stupirà vedere quante altre persone incontrano o hanno incontrato le tue stesse difficoltà. Sei nel posto giusto. Vedrai, non sei sola. – Giunge le mani e sorride con l’aria beata. – Anzi, perché non sentiamo qualche altra storia? Sonia, vuoi iniziare tu? Come sono andate queste ultime due settimane?

Sonia è una tipa ossigenata sovrappeso con quattro dita di ricrescita nera. Lascio scorrere lo sguardo sugli altri partecipanti. Un tipo alto, pallido e rinsecchito, con i capelli rasati e gli occhiali. Un tizio con le guance rosse, quasi calvo se non fosse per qualche ciuffo lungo ai lati della testa. Una signora con i capelli stopposi e la tuta.  Occhi spenti. Corpi trasandati. Pelle grigiastra. Chissà che cazzo c’avrà da sorridere, ‘sto volontario, e  pure con quell’aria beata.

Sonia dice che le ultime due settimane sono andate bene, magari la sera le viene voglia di fumare ma riesce sempre a trattenersi, è soddisfatta. Che brava che riesce a trattenersi, penso. Io spesso non ci riesco.

Subito dopo, il volontario dà la parola a Giuseppe, che sarebbe poi il tipo rinsecchito. Giuseppe scoppia a piangere perché due giorni fa ha ceduto e si è fumato mezzo pacchetto in una sera. Era a casa da solo, come tutte le altre sere, e proprio non riesce a capire come sia potuto succedere. È ricaduto nei suoi torti, dice, pensava di essere pronto ad accettare che Dio eliminasse tutti i suoi difetti di carattere, ma evidentemente si sbagliava, ha peccato di presunzione non solo davanti al gruppo, ma anche davanti a Dio, che è la cosa peggiore.

– Dio non ti giudica, Giuseppe – interviene il volontario, sorridendo di nuovo con l’aria beata.  – Dio cammina al tuo fianco, per sostenerti nel difficile cammino che hai deciso di intraprendere.

Oh, Cristo. Avrei dovuto immaginarlo che ci fossero di mezzo i preti: questo gruppo me l’ha consigliato mia madre, non poteva che essere una trappola per portarmi nelle braccia del Signore. Mi cade l’occhio sulle mie cosce, avvolte dai collants: non ho proprio l’abbigliamento più adatto a questo consesso di chiesotti.

Guardo di nuovo le facce sedute intorno a me. Ormai, mi è piuttosto chiaro che non incontrerò nessun Edward Norton davanti al thermos del caffè. Ed è proprio questa la differenza tra cinema e realtà: nella vita reale non si incontra quasi mai nessuno di trombabile. Ho messo il rossetto per niente, cazzo.

Mi alzo in piedi, cerco di mettere su un sorriso di circostanza. Tutti si girano verso di me. – Chiedo scusa, ma…proprio non fa per me. Però siete proprio un bel gruppo, eh, davvero. In bocca al lupo a tutti!

Raccatto la giacca e la sciarpa a pois. Mi volto e mi affretto verso l’uscita: non posso stare chiusa qui dentro un secondo di più. Mi sento undici paia di occhi inchiodati alla schiena. Intorno a me, il silenzio.

Scendo le scale di corsa. E poi sono fuori, in strada, a inspirare forte l’aria piena di nebbia.

Buonasera a tutti. Sono Brigida. Non fumo da tre mesi. Ok, è vero, ogni tanto cedo e me ne fumo una. Ma una cosa posso dirvela con certezza: non ho proprio bisogno di queste stronzate.

8 risposte a "Aiutati che il ciel t’aiuta"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...